Il Linguaggio del corpo al colloquio di lavoro

Il linguaggio del corpo al colloquio di lavoro è importante per essere convincenti. In questo articolo vogliamo dare alcuni consigli pratici e suggerimenti utili per utilizzare al meglio la comunicazione del proprio corpo durante la decisiva fase del colloquio di lavoro.

Linguaggio Del Corpo al colloquio di lavoro
Linguaggio Del Corpo al colloquio di lavoro

Come essere convincenti ad un colloquio di lavoro, è probabilmente la principale preoccupazione di chi è alla ricerca di un posto di lavoro. Dopo aver superato lo scoglio, non facilissimo, della scelta del proprio curriculum vitae, arriva la fase più decisiva nel processo di selezione: ovvero il tanto temuto ma decisivo colloquio di lavoro.

Qui vogliamo darti alcuni consigli pratici, per una gestione efficace della propria comunicazione durante il colloquio con il selezionatore. In particolare troverai dei suggerimenti utili per utilizzare al meglio la comunicazione del corpo nel colloquio di lavoro.

Linguaggio del corpo al colloquio di lavoro: cos’è

Quando si parla di comunicazione durante un colloquio di lavoro, uno degli errori più comuni che si tende a compiere, è quello di concentrarsi su ciò che si dirà, a volte su come lo si dirà, ma poche volte si lavora su ciò che non si dirà ovvero sul linguaggio del proprio corpo. E per quanto la cosa possa sembrare strana, è meglio accettare da subito l’idea, che il linguaggio del corpo nel colloquio di lavoro ha un peso specifico molto importante per non dire decisivo. Bisogna infatti partire dall’idea che il colloquio di lavoro, al pari di qualsiasi relazione comunicativa, si basa su tre componenti essenziali: il linguaggio verbale, il linguaggio non verbale e quello paraverbale.

Forse ti sorprenderà sapere che, il linguaggio verbale (ovvero quello che dici) durante un colloquio di lavoro, conta solo il 7% di ciò che arriva al tuo selezionatore. Come lo dici, il tono che userai, ovvero il linguaggio paraverbale, conta per il 38%, mentre ciò che non dici, ovvero il linguaggio non verbale che altro non è che il linguaggio del corpo al colloquio di lavoro, peserà per il restante 55%. Hai capito bene. Il linguaggio del corpo in un colloquio di lavoro è decisamente la componente che prevale.

Ora che ti è chiaro perché è importante concentrarsi sul linguaggio non verbale, vorremmo darti alcune indicazioni per gestire nel migliore dei modi il linguaggio del corpo al colloquio di lavoro.

Quanto è importante Il linguaggio del corpo nel colloquio di lavoro

Per prima cosa, va chiarito che non esistono delle ricette o dei trucchi per convincere il proprio selezionatore. Esistono però dei comportamenti che possono essere gestiti in modo più consapevole di quanto si creda.

Nelle letture che convenzionalmente la psicologia cinestetica attribuisce a determinati gesti del corpo, vengono infatti ricollegate alcune valutazioni di cui è il caso tenere conto. Sono chiavi interpretative infatti, assunte come proprie, nella gran parte dei processi di selezione del personale, che rintracciano nel linguaggio del corpo nel colloquio di lavoro dei preziosi elementi di valutazione.

Parliamo di elementi che, chiaramente, in assenza di competenze specifiche, sono assolutamente ininfluenti. Il linguaggio del corpo in un colloquio di lavoro, farà però la differenza quando accertato il possesso dei requisiti professionali, il selezionatore sposterà la sua attenzione su altri aspetti.

I segnali del corpo che puoi controllare facilmente

La prima cosa da sapere è che ci sono segnali che possono essere dati fin da subito, dal momento in cui entrate nella stanza in cui si svolgerà il colloquio. Mostrarsi sorridenti oppure no, può fare la differenza. Nel primo caso infatti si mostrerà serenità, ovvero sicurezza e tranquillità. Nel secondo caso invece, chi punta la propria attenzione sul linguaggio del corpo al colloquio di lavoro, ritiene che la mancanza di un sorriso potrebbe rivelare una certa preoccupazione o uno stato di tensione che certo non aiuta a dare di voi un’impressione positiva.

Altro dato a cui molti attribuiscono una certa rilevanza, è la stretta di mano che può introdurre le reciproche presentazioni o concludere il colloquio di lavoro. In entrambi i casi, una stretta di mano poco convinta, potrebbe essere interpretata come segno di incertezza o ritrosia, creando una reazione di diffidenza o sfiducia.

Altro aspetto da non sottovalutare è la capacità di reggere lo sguardo del proprio selezionatore. Se si pone la giusta attenzione al linguaggio del corpo nel colloquio di lavoro, si capirà facilmente che mantenere lo sguardo sul proprio interlocutore sia un segnale di forte attenzione nella fase di ascolto, e un elemento di autorevolezza e credibilità quando si stanno esponendo le proprie idee e conoscenze. Al di là di queste considerazioni però, è fondamentale ricordarsi di comportarsi in modo quanto più possibile naturale e coerente con sé stessi e il proprio modo di essere. Fidati, ma nulla di artificioso o forzato, potrà aiutarti a rendere migliore il linguaggio del corpo al colloquio di lavoro.

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