11 posti Dirigente Amministrativo – Comune di Milano

Concorso pubblico, per esami, per la copertura di undici posti di dirigente amministrativo, a tempo indeterminato

SCADE IL 10 SETTEMBRE 2019

(GU n.63 del 09-08-2019)

DIRIGENTE AMMINISTRATIVO - COMUNE DI MILANO
DIRIGENTE AMMINISTRATIVO – COMUNE DI MILANO

COMUNE DI MILANO

Concorso Pubblico

Si rende noto che e’ indetto un concorso pubblico, per esami, per la copertura di undici posti a tempo indeterminato di dirigente amministrativo.

Il bando, con l’indicazione dei requisiti necessari per l’ammissione alla selezione e delle modalita’ di partecipazione, sono disponibili sul sito del Comune di Milano: www.comune.milano.it

Le domande di partecipazione al concorso dovranno essere redatte esclusivamente per via telematica secondo le modalita’ indicate nel relativo bando a far tempo dal giorno 24 luglio 2019 ed entro le ore 12,00 del giorno 10 settembre 2019.

Requisiti di ammissione

  • cittadinanza italiana ai sensi del D.P.C.M. n. 174/1994. Sono equiparati ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica
  • età non inferiore agli anni 18
  • godimento dei diritti civili e politici
  • non avere limitazioni psico-fisiche allo svolgimento delle attività e delle mansioni previste dal ruolo di cui al D.Lgs. n. 81/2008
  • essere in possesso di uno dei seguenti Titoli di studio:
    • Diploma di Laurea (DL) conseguito con il vecchio Ordinamento in:
      • Filosofia
      • Giurisprudenza
      • Ingegneria gestionale
      • Lettere
      • Psicologia
      • Scienze dell’educazione
      • Scienze della formazione primaria
      • Scienze politiche
      • Economia e Commercio
    • Laurea Specialistica (LS) – DM 509/99 – o Laurea Magistrale (LM) – DM 270/04 – equiparata ai sensi del Decreto Interministeriale del 9 luglio 2009 a uno dei Diplomi di Laurea del vecchio ordinamento sopraindicati
    • Diploma di Laurea (DL) equipollente a uno dei Diplomi di Laurea del vecchio ordinamento sopraindicati ai sensi della normativa vigente
  • trovarsi in una delle seguenti posizioni:
    • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni che abbiano compiuto almeno cinque anni di servizio o, se in possesso del dottorato di ricerca o del diploma di specializzazione conseguito presso le scuole di specializzazione individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, almeno tre anni di servizio, svolti in posizioni funzionali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso del dottorato di ricerca o del diploma di laurea. Per i dipendenti delle amministrazioni statali reclutati a seguito di corso-concorso, il periodo di servizio è ridotto a quattro anni; La posizione funzionale per l’accesso alla quale è richiesto il possesso del diploma di laurea è individuata nella posizione giuridica D del vigente ordinamento del personale del comparto Funzioni Locali ovvero in posizioni giuridiche equiparate alla suddetta posizione ai sensi della normativa vigente.
    • soggetti in possesso della qualifica di dirigente in enti e strutture pubbliche non ricomprese nel campo di applicazione dell’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. n. 165/2001 e s.m.i. che hanno svolto per almeno due anni le funzioni dirigenziali
    • coloro che hanno ricoperto incarichi dirigenziali o equiparati in Amministrazioni pubbliche per un periodo non inferiore a cinque anni
    • cittadini italiani che hanno maturato, con servizio continuativo per almeno quattro anni presso enti od organismi internazionali, esperienze lavorative in posizioni funzionali apicali per l’accesso alle quali è richiesto il possesso del diploma di laurea
  • insussistenza di cause di incompatibilità e inconferibilità, ai sensi del D.Lgs. 08.04.2013 n. 39 e s.m.i
  • assenza di provvedimenti di destituzione, dispensa o licenziamento dall’impiego presso una Pubblica Amministrazione, ai sensi dell’art. 2, comma 3 del D.P.R. 487/94 e art. 55-quater del D. Lgs 165/2001
  • non essere stati destituiti o licenziati dal Comune di Milano, salvo il caso in cui il licenziamento sia intervenuto a seguito di procedura di collocamento in disponibilità o di mobilità collettiva, secondo la normativa vigente
  • non essere stati dichiarati decaduti da un impiego statale, ai sensi dell’art. 127, primo comma, lettera d) del Testo Unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con Decreto del Presidente della Repubblica 10.01.1957, n. 3
  • assenza di condanne penali definitive o provvedimenti definitivi del Tribunale (I. 475/1999) che possano impedire, secondo le norme vigenti, l’instaurarsi del rapporto di pubblico impiego, per le quali non sia intervenuta la riabilitazione. A tal riguardo, si precisa che la sentenza emessa ai sensi dell’art. 444 c.p.p. (c.d. patteggiamento), è equiparata ad una pronuncia di condanna in applicazione dell’art. 445 c. 1 bis c.p.p.
  • assenza di condanne penali che, ai sensi della vigente normativa, impediscano la costituzione di un rapporto di impiego con la Pubblica Amministrazione
  • posizione regolare nei confronti degli obblighi di leva, laddove espressamente previsti per legge

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